Carta Acquisti o Carta Dedicata a Te: che differenza c’e’?

La prima domanda pratica per distinguere le due carte è questa: bisogna presentare una richiesta oppure verificare una specifica procedura di assegnazione? Per la Carta Acquisti la risposta è netta: la domanda si presenta a un ufficio postale, che la trasmette all’INPS per i controlli. Carta Dedicata a Te è invece una misura distinta, regolata dalle istruzioni della relativa edizione. Il modulo della Carta Acquisti non serve quindi a ottenere anche l’altra carta.

La somiglianza dei nomi può trarre in inganno, ma destinatari, importi, periodicità e spese ammesse non coincidono. Anche l’anno di riferimento conta: i requisiti qui indicati per la Carta Acquisti sono quelli del 2026, mentre le informazioni disponibili per Carta Dedicata a Te riguardano l’edizione 2025.

La Carta Acquisti parte da una domanda individuale

La Carta Acquisti è rivolta a due gruppi precisi: persone di almeno 65 anni e minori di 3 anni. Nel secondo caso la carta viene intestata a chi esercita la responsabilità genitoriale o al soggetto affidatario. Non è dunque una misura aperta indistintamente a tutte le persone o famiglie con un ISEE basso.

Per il 2026 è richiesto un ISEE inferiore a 8.230,81 euro. Per i beneficiari anziani sono previste anche soglie relative ai trattamenti percepiti: 8.230,81 euro tra 65 e 69 anni e 10.974,42 euro a partire dai 70 anni. L’ISEE, inoltre, non è l’unica condizione: sono previsti ulteriori requisiti economici e patrimoniali, raccolti nella scheda INPS sulla Carta Acquisti.

La richiesta si consegna alle Poste utilizzando i moduli previsti. L’ufficio postale inoltra poi i dati all’INPS, che verifica la presenza dei requisiti. La DSU deve essere aggiornata ogni anno, perché l’ISEE resta valido fino al 31 dicembre dell’anno in cui viene sottoscritto. Aver già ricevuto la carta non rende quindi superfluo l’aggiornamento della situazione economica.

Carta Dedicata a Te segue le regole della singola edizione

Per Carta Dedicata a Te bisogna guardare alle istruzioni riferite all’anno interessato, senza applicare automaticamente la procedura della Carta Acquisti. Per l’edizione 2025, l’INPS indica un ISEE non superiore a 15.000 euro e destina il contributo all’acquisto di beni alimentari di prima necessità.

La soglia più alta rispetto a quella della Carta Acquisti non rende però equivalenti le due misure. Nel primo caso contano anche l’età, la presenza di un minore sotto i 3 anni e altri requisiti economici e patrimoniali. Nel secondo occorre fare riferimento ai criteri e alle modalità della specifica edizione, consultabili nelle istruzioni INPS per Carta Dedicata a Te 2025.

In pratica, chi possiede soltanto un ISEE entro la soglia non può concludere di avere diritto alla Carta Acquisti, né deve presentare il relativo modulo per cercare di ottenere Carta Dedicata a Te. La verifica deve partire dal nome completo della misura e dall’annualità riportata sulla comunicazione.

Importo e frequenza dell’accredito non sono intercambiabili

La Carta Acquisti ordinaria viene ricaricata con 80 euro ogni due mesi, equivalenti a 40 euro mensili. La periodicità è quindi parte strutturale della misura: non si tratta di un importo da confondere con il contributo previsto da una specifica edizione di Carta Dedicata a Te.

Per quest’ultima, importo, tempi ed eventuali termini di utilizzo devono essere controllati negli atti e nelle istruzioni dell’edizione interessata. Una cifra riferita a un anno precedente, oppure trovata in una comunicazione non aggiornata, non basta a stabilire quanto spetti nell’edizione successiva. Lo stesso vale per le scadenze: non vanno trasferite da una carta all’altra solo perché entrambe sono strumenti destinati alla spesa.

Cambiano anche le spese ammesse

Con la Carta Acquisti si possono comprare generi alimentari negli esercizi convenzionati e pagare le bollette di gas e luce presso gli uffici postali. Il credito non può essere prelevato in contanti.

Per Carta Dedicata a Te 2025, il perimetro documentato riguarda invece i beni alimentari di prima necessità. Da questa indicazione non si può dedurre che siano ammessi anche il pagamento delle bollette o il prelievo di denaro. Prima di effettuare una spesa è quindi necessario controllare le regole della carta effettivamente ricevuta, non quelle dell’altra misura.

Come riconoscere la carta corretta

  • È stata presentata una domanda alle Poste? Questo è il percorso della Carta Acquisti, seguito dalle verifiche INPS.
  • Il possibile beneficiario ha almeno 65 anni o è un minore di 3 anni? Sono i destinatari della Carta Acquisti, fermo restando il rispetto degli altri requisiti.
  • L’accredito è di 80 euro ogni due mesi? È la periodicità propria della Carta Acquisti ordinaria.
  • La carta serve anche per le bollette di luce e gas? Questa possibilità riguarda la Carta Acquisti, secondo le modalità previste.
  • La comunicazione cita espressamente Carta Dedicata a Te 2025? Bisogna applicare le istruzioni di quell’edizione, compresa la soglia ISEE non superiore a 15.000 euro e la destinazione ai beni alimentari di prima necessità.
  • Importo o scadenza non sono chiari? Occorre verificare l’annualità e la comunicazione ufficiale della misura, senza ricavare la risposta dal solo nome della carta.

Il nome è dunque l’indizio meno affidabile. Per distinguere le due carte contano soprattutto il modo in cui si accede alla misura, i destinatari, la frequenza dell’accredito e le spese autorizzate.

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