Cosa fa un consulente finanziario? Il suo compito principale è aiutare il cliente a gestire i rischi finanziari e a prendere decisioni di investimento consapevoli.
A differenza di un consulente tradizionale legato a banche o reti commerciali, il consulente finanziario indipendente non deve vendere prodotti preconfezionati e può operare senza vincoli né conflitti di interesse.
In concreto, un consulente finanziario indipendente si concentra esclusivamente sulle esigenze del cliente: analizza in modo oggettivo la situazione patrimoniale, la propensione al rischio e gli obiettivi personali, così da costruire una strategia realmente su misura.
Il focus è sulla stabilità finanziaria a lungo termine. Il consulente fornisce una visione completa, imparziale e trasparente delle opportunità e dei rischi, aiutando il cliente a prendere decisioni consapevoli e coerenti con i propri interessi.
Attraverso una pianificazione rigorosa e un monitoraggio continuo del portafoglio, il professionista lavora per favorire la crescita e la protezione del patrimonio, utilizzando una gestione diversificata e calibrata nel tempo.
Le fasi del processo di consulenza indipendente
1 Analisi dei rischi
Il primo passo del consulente finanziario indipendente è identificare le criticità presenti nel portafoglio del cliente. Questo richiede una completa comprensione delle dinamiche di mercato, dei cicli economici, dell’inflazione e del rischio di concentrazione.
Per valutare correttamente i rischi, il consulente utilizza analisi quantitative e qualitative, simulazioni di scenario e modelli che permettono di capire come il portafoglio potrebbe comportarsi in diverse condizioni di mercato.
L’obiettivo non è prevedere il futuro, ma identificare i possibili rischi e costruire una strategia capace di affrontare scenari anche complessi.
Un monitoraggio costante delle volatilità, delle correlazioni tra gli asset e dell’andamento dei mercati permette di mantenere il portafoglio stabile, sostenibile e coerente con gli obiettivi del cliente nel lungo termine.
2 Diversificazione e gestione della liquidità
La diversificazione e una corretta gestione della liquidità sono elementi fondamentali per proteggere il capitale.
Allocare le risorse finanziarie in diversi asset, settori e aree geografiche permette di ridurre i rischi legati a un’eccessiva concentrazione.
Diversificare significa attenuare la volatilità complessiva del portafoglio e limitare l’impatto di eventuali perdite: quando un asset attraversa una fase negativa, altri possono compensare o avere comportamenti indipendenti.
Allo stesso modo, la gestione della liquidità contribuisce alla stabilità del patrimonio. Avere una quota di risorse prontamente disponibili consente di affrontare imprevisti, ridurre lo stress finanziario nei momenti turbolenti e cogliere opportunità di investimento quando si presentano.
L’integrazione di questi due pilastri permette di ottimizzare il profilo rischio/rendimento del portafoglio e di affrontare con maggiore serenità le diverse condizioni di mercato, grazie a un metodo basato su analisi e dati, non su intuizioni.
3 Monitoraggio continuo e prevenzione dei rischi
Un consulente finanziario indipendente, soprattutto in presenza di scenari economici o geopolitici complessi, svolge un monitoraggio costante del portafoglio per proteggere il capitale del cliente.
Questo processo si articola in tre attività principali:
Revisione periodica del portafoglio
Il consulente analizza le allocazioni attuali, valuta il livello di rischio e identifica potenziali vulnerabilità e aree da riequilibrare.
Attraverso analisi quantitative e qualitative e lo studio delle correlazioni tra gli strumenti, riduce il rischio di concentrazione e mantiene la diversificazione efficace nel tempo.
Gestione del rischio comportamentale
Nei momenti di forte volatilità gli investitori possono prendere decisioni impulsive.
Il consulente aiuta a mantenere disciplina e coerenza con la strategia stabilita, fornendo supporto continuo e spiegando con chiarezza le dinamiche dei mercati.
Approccio proattivo e pianificazione continua
Monitorando i principali indicatori macroeconomici e finanziari, il consulente può intervenire tempestivamente, adattando la strategia quando necessario e prevenendo situazioni potenzialmente critiche.
L’indipendenza è un elemento essenziale di questo processo: elimina i conflitti di interesse e permette al consulente di proporre soluzioni realmente adatte agli obiettivi del cliente.
Questo favorisce la creazione di una relazione di fiducia duratura e promuove una maggiore consapevolezza finanziaria.
In Athena SCF questo approccio è alla base di ogni consulenza: nessun prodotto da vendere, nessun vincolo commerciale né conflitto di interesse. Ogni scelta viene costruita insieme al cliente e calibrata sui suoi obiettivi, sulla sua situazione patrimoniale e sulla sua tolleranza al rischio, con l’unico scopo di proteggere e far crescere il suo patrimonio nel tempo.