Differenza tra tecnologia e informatica: cosa cambia nei concetti e negli esempi

Un martello, un lettore di codici a barre, un algoritmo di ordinamento, un router e un’applicazione per gestire documenti sono tutti prodotti della tecnologia. Non appartengono però tutti allo stesso campo. Il martello permette di esercitare una forza su un oggetto; gli altri esempi acquisiscono, organizzano, elaborano, archiviano o trasmettono dati. È questa differenza funzionale a separare la tecnologia in senso ampio dall’informatica.

Il rapporto tra i due concetti è quindi di inclusione: la tecnologia è il campo generale, mentre l’informatica è una disciplina specifica compresa al suo interno. Usare i termini come sinonimi nasconde questa gerarchia e rende più difficile classificare strumenti che combinano componenti meccaniche, elettroniche e digitali.

Che cosa si intende per tecnologia

La tecnologia comprende tecniche, strumenti e discipline impiegati per ottenere un risultato pratico o risolvere un problema. Il risultato può consistere nel tagliare un materiale, spostare un carico, regolare una temperatura, costruire un ponte oppure gestire informazioni. L’elaborazione dei dati è dunque una delle sue possibili funzioni, non la caratteristica che definisce l’intero campo.

Una leva, una pompa idraulica e una tecnica di saldatura sono esempi tecnologici anche quando non ricevono dati e non eseguono calcoli. Lo stesso vale per molti utensili manuali: incorporano conoscenze, materiali e soluzioni progettuali, ma non per questo diventano oggetti informatici.

La tecnologia è quindi un campo generale che comprende più discipline, tra cui l’informatica. La relazione non può essere invertita: tutto ciò che è informatico è anche tecnologico, mentre una tecnologia può non avere alcuna funzione informatica.

Che cosa studia l’informatica

L’informatica riguarda la rappresentazione, l’organizzazione e il trattamento automatico delle informazioni. Il suo oggetto non è semplicemente l’apparecchio elettronico, ma il modo in cui dati e istruzioni vengono descritti, organizzati ed elaborati per produrre un risultato.

Un processo informatico può essere letto attraverso tre elementi collegati. All’ingresso ci sono dati rappresentati in una forma utilizzabile dal sistema. Una procedura, formalizzata mediante algoritmi, stabilisce come trattarli. All’uscita si ottiene un risultato: un documento archiviato, una ricerca completata, un’immagine modificata, un percorso calcolato o un’informazione mostrata attraverso un’interfaccia.

Questa sequenza consente di riconoscere l’informatica anche quando il computer non è visibile. Un’applicazione installata su uno smartphone, il software incorporato in un dispositivo e un servizio eseguito su un server remoto possono presentarsi in modi diversi, ma condividono il trattamento automatico dell’informazione.

Il computer rimane uno strumento fondamentale, non la definizione della disciplina. L’informatica comprende anche modelli, strutture dei dati, algoritmi e metodi che possono essere studiati indipendentemente da una particolare macchina. Confondere informatica e computer sarebbe quindi come identificare la geometria con il righello usato per tracciare una linea.

Come classificare hardware, software, reti e algoritmi

Hardware

L’hardware è la parte fisica di un sistema: processori, memorie, dispositivi di acquisizione, supporti di archiviazione e apparati di rete. È tecnologia perché consiste in oggetti progettati per svolgere determinate funzioni; rientra nell’ambito informatico quando serve ad acquisire, conservare, elaborare o trasferire dati.

Un lettore di codici a barre, per esempio, trasforma un elemento visibile in dati utilizzabili da un sistema. Un disco conserva rappresentazioni digitali, mentre un processore esegue istruzioni sui dati. Una pinza meccanica, invece, resta una tecnologia non informatica finché la sua funzione consiste soltanto nell’afferrare un oggetto.

Software e algoritmi

Il software appartiene direttamente al dominio informatico perché organizza istruzioni e operazioni eseguibili su dati. Un programma di videoscrittura tratta caratteri, formati e file; un gestionale organizza record e transazioni; un’applicazione di navigazione combina dati per restituire un percorso.

L’algoritmo è la procedura che stabilisce i passaggi necessari per raggiungere un risultato. Un algoritmo che ordina un archivio, confronta valori o ricerca un elemento è informatico anche prima di essere tradotto nel codice di uno specifico programma. Il codice ne costituisce una possibile implementazione.

Reti

Una rete combina infrastrutture fisiche e regole per trasferire dati tra dispositivi. Cavi, antenne e apparati sono componenti tecnologici; la loro funzione informatica emerge quando rappresentano, instradano e consegnano informazioni digitali. Un router è quindi sia un oggetto tecnologico sia un componente di un sistema informatico, perché gestisce il passaggio dei dati.

Il fatto che un oggetto comunichi non basta però a classificarlo senza considerarne la funzione. Un sistema meccanico che trasmette un movimento realizza una forma di trasmissione tecnologica, ma non tratta informazioni nel significato proprio dell’informatica.

Gli oggetti ibridi non cancellano la distinzione

Molti prodotti contemporanei uniscono funzioni appartenenti a campi diversi. Un’automobile comprende tecnologie meccaniche, elettriche ed elettroniche; le centraline che ricevono segnali dai sensori ed elaborano dati introducono anche una componente informatica. L’intero oggetto non deve essere forzato in una sola categoria: è più utile distinguere le funzioni che lo compongono.

Lo stesso criterio vale per una macchina industriale. Il meccanismo che applica pressione o taglia un materiale è tecnologia non necessariamente informatica. Il sistema che legge i sensori, confronta i valori con parametri programmati e genera un comando esegue invece un trattamento automatico dell’informazione. Le due parti cooperano, ma non diventano concettualmente identiche.

Informatica, IT e tecnologia non sono sinonimi

Un’ulteriore distinzione riguarda l’IT, abbreviazione di Information Technology. Nel contesto aziendale, l’IT applica e integra soluzioni informatiche: gestisce dispositivi, software, account, reti, servizi e processi informativi necessari all’organizzazione. L’informatica comprende invece anche i principi e i metodi con cui quelle soluzioni vengono progettate.

La differenza diventa concreta quando un’impresa adotta un nuovo sistema. Studiare un algoritmo o progettare una struttura dati è un’attività informatica; configurare la soluzione, collegarla ai sistemi esistenti e governarne l’impiego operativo ricade tipicamente nell’IT. È il livello organizzativo che conta anche nell’uso dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali, dove un modello deve essere inserito in procedure, ruoli e sistemi già esistenti.

Chiamare “tecnologia” l’intero insieme può essere accettabile in un discorso generale, ma non quando bisogna capire competenze, vincoli o responsabilità. La parola indica infatti un perimetro molto più ampio dell’IT e dell’informatica.

Il criterio da applicare a nuovi esempi

Per classificare un oggetto o un processo bisogna partire da ciò che fa. Se risolve un problema mediante strumenti o tecniche, appartiene alla tecnologia. Se il suo funzionamento dipende dalla rappresentazione e dal trattamento automatico di dati attraverso procedure, appartiene anche all’informatica.

Un utensile manuale è tecnologico. Un algoritmo che ordina dati è informatico e, quindi, tecnologico. Un’applicazione combina algoritmi, dati e interfacce ed è un prodotto informatico. Una rete che trasferisce dati sostiene sistemi informatici. Un macchinario dotato di sensori e software contiene invece sia componenti tecnologiche non informatiche sia componenti informatiche.

La distinzione decisiva non dipende dunque dall’aspetto moderno dell’oggetto, dalla presenza di elettricità o dall’esistenza di uno schermo. Dipende dalla funzione: la tecnologia risolve problemi in senso ampio; l’informatica lo fa rappresentando, organizzando ed elaborando automaticamente informazioni.

Fonti

  • Treccani, Informatica
  • Treccani, Tecnologia
  • Vito Lavecchia, distinzione tra IT e informatica

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