Giappone Meraviglioso e Phuket è un itinerario di contrasti: si passa dal rigore del Giappone, dove tutto sembra programmato al millimetro, al sole della Thailandia, dove il tempo scorre placido su spiagge bianche. Due paesi diversi, due culture diametralmente opposte: un’esperienza di viaggio completa e spiazzante ricca di sorprese e sollecitazioni.
Il primo impatto: Osaka e le luci di Dotonbori
Osaka regala il meglio di sé a Dotonbori. Dimenticate la meditazione o il silenzio dei templi: qui è un assalto di neon, schermi giganti e, soprattutto, odore di cibo di strada. È il posto dove i giapponesi praticano il kuidaore, ovvero spendere tutto quello che si ha per mangiare fino a scoppiare. Tra un banco di polpette di polpo (takoyaki) e l’insegna del granchio gigante che muove le chele, si respira l'aria di una città che vive per la pancia e per il commercio.
Il giorno dopo si guarda tutto dall'alto. Saliamo sull'Umeda Sky Building. L'osservatorio è a 173 metri, e la vista sulla megalopoli è impressionante: vedi quanto è sterminata e noti subito il centro commerciale sotterraneo, che è il più grande di tutto il Paese.
Kyoto: il legno, il silenzio e il codice di Gion
A Kyoto l'atmosfera cambia subito. Il Tempio Kiyomizu, costruito nel 1633 senza usare un solo chiodo, domina la valle con la sua terrazza enorme. Camminare per le stradine di Ninenzaka e Sannenzaka lì sotto è un’esperienza particolare: il legno delle case è scuro, le pietre sono lucide e il profumo di incenso ti segue ovunque.
La sera l'accompagnatore ci guida a Gion e Pontocho. Se incrociate una Geisha, restate calmi. Il galateo locale impone di non disturbarle e di non sbarrare loro la strada per un selfie. Osservarle mentre camminano veloci sui loro sandali di legno è già un colpo di fortuna di per sé.
Il quarto giorno è un tour de force tra i colori: il verde elettrico della foresta di bamboo di Arashiyama, l'oro abbagliante del Kinkakuji (che brilla perché è ricoperto di vere lamine d'oro) e il rosso dei tunnel di portali del Fushimi Inari. Si vede anche il Castello Nijo, con i suoi pavimenti "a usignolo" progettati per cinguettare al passaggio degli intrusi, proteggendo lo Shogun da attacchi a sorpresa. Si tratta di uno dei momenti più intensi di un viaggio in Giappone.
Nara: i messaggeri degli Dei (e dei biscotti)
A Nara, l'antica capitale, si entra nel Todaiji per vedere il Grande Buddha. È una statua di bronzo talmente enorme che al suo cospetto ti senti veramente un granello di polvere. Poco distante c'è il Santuario Kasuga, famoso per le sue tremila lanterne che si fondono con il verde della foresta vergine. I cervi del parco girano liberi e sono considerati sacri. Ormai sanno perfettamente come gestire i turisti e, sì, fanno l'inchino per avere i biscotti speciali (shika-senbei). Fate attenzione però: sono animali selvatici. Se capiscono che avete il pacchetto e non glielo date subito, sanno diventare insistenti con qualche testata o spintarella per sollecitarvi.
Passeremo anche da Uji per il Byodo-in, un tempio millenario talmente bello da essere finito sulla moneta da 10 yen.
Tokyo: il futuro corre sullo Shinkansen
Si sale sul treno proiettile, lo Shinkansen, verso Tokyo. Viaggiare su questi treni è un’esperienza di civiltà: sedili spaziosi, silenzio e una puntualità che spacca il secondo. Arrivati nella capitale, si passa dalla Torre di Tokyo, costruita nel dopoguerra come simbolo della ripresa, al tempio di Asakusa Kannon, il più antico della città, dove si respira ancora l'aria del vecchio Giappone tra ventagli e kimono.
Tokyo è un mosaico: c'è la tecnologia di Akihabara, il lusso di Ginza e l'incrocio di Shibuya, dove migliaia di persone si incrociano senza mai urtarsi. La sera a Shinjuku, tra i vicoli di Omoide Yokocho (la "via dei ricordi"), mangi spiedini in locali tradizionali presi d’assalto dai locali: una garanzia di qualità e tradizione. Per chiudere, la vista dalla baia di Odaiba attraversando il Rainbow Bridge fa sembrare Tokyo la città di un film di fantascienza.
Phuket: il reset tropicale
Dopo il Giappone, si vola verso Phuket , in Thailandia. Qui il viaggio cambia faccia: togli le scarpe chiuse e dimentica l'orologio. L'isola ti accoglie con un mare turchese e un ritmo talmente lento che all'inizio ti spiazza, dopo la frenesia del Giappone.
Il soggiorno non è solo spiaggia. Si sale al Big Buddha, la statua bianca che domina l'isola dall'alto. Si visita Phuket Town, con la sua architettura sino-portoghese fatta di case coloratissime che raccontano storie di mercanti e scambi culturali. Si pranza a Rang Hill, il punto panoramico migliore per vedere tutta la costa. Per chi poi ha ancora energia, l'escursione facoltativa alle Phi Phi Island offre acque cristalline e scogliere che sembrano disegnate.
In Thailandia il folklore è ovunque, anche nelle "Case degli Spiriti" fuori dagli hotel, dove si offrono fiori e cibo per proteggere la terra.
Dopo quindici giorni passati tra la perfezione di Kyoto e il calore di Phuket, tornare alla vita di tutti i giorni sarà davvero un'impresa epica.