Requisiti Carta Acquisti: chi puo’ richiederla e quali condizioni servono

Per accedere alla Carta Acquisti occorre superare verifiche diverse, che devono dare tutte esito positivo. Il punto di partenza è il requisito che abilita la domanda: avere almeno 65 anni oppure essere un bambino di età inferiore a tre anni. Solo dopo entrano in gioco ISEE, redditi, patrimonio, utenze, cittadinanza o titolo di soggiorno e residenza.

Un ISEE sotto la soglia, quindi, non determina da solo il diritto alla Carta. Non compensa il superamento di un limite patrimoniale e, nel percorso riservato agli anziani, non sostituisce il controllo sui trattamenti pensionistici o assistenziali.

Il primo passaggio: individuare il percorso corretto

Richiedente con almeno 65 anni

La prima possibilità riguarda chi ha compiuto 65 anni. Per il 2026 è necessario avere un ISEE in corso di validità inferiore a 8.230,81 euro. A questo controllo se ne aggiunge uno distinto sui trattamenti pensionistici o assistenziali, considerati insieme ai redditi personali nei casi previsti.

Tra 65 e 69 anni, tali somme devono rimanere sotto 8.230,81 euro annui. Dai 70 anni in poi il limite sale a 10.974,42 euro. Età, ISEE e trattamenti devono essere letti insieme: rispettare una soglia non rende irrilevanti le altre.

Bambino di età inferiore a tre anni

Il secondo percorso riguarda i bambini che non hanno ancora compiuto tre anni. La domanda è presentata da chi esercita la potestà, dal tutore o dall’affidatario. Anche in questo caso, per il 2026, l’ISEE valido deve essere inferiore a 8.230,81 euro.

La differenza non riguarda soltanto l’età. Nei controlli riferiti al minore vengono considerate anche le condizioni degli esercenti la potestà o degli affidatari. Non è quindi corretto applicare automaticamente alla domanda per un bambino lo stesso perimetro personale usato per un richiedente anziano.

ISEE, redditi e patrimonio sono verifiche separate

L’ISEE sintetizza la situazione economica del nucleo, ma la disciplina della Carta Acquisti prevede controlli ulteriori. La pagina istituzionale dell’INPS sulla Carta Acquisti riporta le soglie in vigore per il 2026 e le condizioni da verificare per ciascuna categoria.

Il patrimonio mobiliare rilevato nella dichiarazione ISEE non deve superare 15.000 euro. Questo requisito non va confuso con il valore dell’ISEE: si tratta di un limite autonomo, da controllare nei dati utilizzati per la dichiarazione.

Per gli anziani assumono rilievo anche determinati beni posseduti dal richiedente, da solo o insieme al coniuge. Non si possono avere più di due autoveicoli né più di un immobile a uso abitativo posseduto con una quota pari o superiore al 25%. Non sono inoltre ammessi immobili non abitativi, o appartenenti alla categoria catastale C7, posseduti con una quota pari o superiore al 10%.

Nello stesso perimetro devono essere controllate le utenze: non più di una utenza elettrica domestica, una utenza elettrica non domestica e due utenze del gas. Per il percorso relativo ai minori il controllo è invece riferito al bambino insieme agli esercenti la potestà o agli affidatari e comprende il limite di due autoveicoli.

Cittadinanza, soggiorno e iscrizione anagrafica

La Carta Acquisti non è riservata esclusivamente ai cittadini italiani. Il richiedente deve rientrare in una delle categorie di cittadinanza o soggiorno previste e risultare regolarmente iscritto nell’Anagrafe della Popolazione Residente.

Tra le categorie ammesse rientrano i cittadini dell’Unione europea, determinati familiari di cittadini italiani o comunitari, i titolari di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, i rifugiati politici e i titolari di protezione sussidiaria. Prima di procedere è quindi necessario verificare non soltanto il titolo posseduto, ma anche la regolarità dell’iscrizione anagrafica.

Come arrivare alla domanda senza saltare un controllo

La verifica deve partire dalla categoria anagrafica e proseguire con l’ISEE valido, gli eventuali trattamenti e redditi, il patrimonio mobiliare, i beni e le utenze rilevanti. Vanno poi controllati cittadinanza o titolo di soggiorno e iscrizione anagrafica. Questo ordine permette di individuare subito un requisito incompatibile, prima di compilare il modulo.

La domanda si presenta presso un ufficio postale abilitato utilizzando il modulo previsto. Poste trasmette poi la richiesta all’INPS, che effettua le verifiche. È quindi opportuno usare il modulo aggiornato per la propria categoria e controllare quali dati o allegati siano richiesti dalla versione in vigore.

Domande degli utenti

Perché la Carta Acquisti non funziona?

Dipende da cosa si intende per “non funziona”. La Carta non permette di prelevare contanti: un tentativo di prelievo rifiutato non indica quindi necessariamente un guasto. Inoltre, l’accredito previsto è di 80 euro ogni due mesi, equivalenti a 40 euro mensili, e non di 40 euro versati separatamente ogni mese.

Un’altra causa possibile è la mancanza di un ISEE valido. La DSU presentata durante l’anno vale fino al 31 dicembre dello stesso anno; se a gennaio non ne viene presentata una nuova, l’erogazione può essere sospesa fino alla disponibilità del nuovo ISEE. Se queste condizioni risultano regolari, occorre verificare lo stato specifico della Carta attraverso i canali indicati nella relativa documentazione.

Quanto dura la Carta Acquisti?

Non esiste una durata unica determinata dal solo ISEE. Per i minori, il requisito anagrafico vale finché il bambino ha meno di tre anni. Per chi ha almeno 65 anni resta invece necessario continuare a rispettare le condizioni economiche e patrimoniali previste. In entrambi i percorsi la continuità dell’erogazione richiede un ISEE valido: la DSU scade il 31 dicembre dell’anno in cui viene presentata e deve essere rinnovata per evitare una possibile sospensione.

La verifica finale prima della consegna

Le soglie riportate sono quelle previste per il 2026. Prima di presentare la domanda conviene confrontare la propria situazione con le indicazioni aggiornate dell’INPS e con i moduli e gli avvisi pubblicati nel portale della Carta Acquisti del MEF. È l’ultimo controllo utile per accertare che requisiti, ISEE e documentazione siano allineati alle regole applicabili al momento della richiesta.