C’è acqua e acqua

Maggio 11, 2022 by Nessun commento

È strano pensare che dopo tanti anni di lotta all’inquinamento e al riscaldamento globale ci siano ancora un così largo utilizzo di bottiglie d’acqua in plastica, ed in generale di acqua imbottigliata e venduta ai supermercati. Questo settore è talmente ampio e differenziato, che tanti brand si lottano la propria fetta del mercato con spot televisivi ed estensive campagne pubblicitarie.

Sembrano prodotti piuttosto anacronistici considerando che ormai ovunque è disponibile una rete di distribuzione dell’acqua pubblica, sottoposta a costanti controlli e monitorata attivamente. In realtà, osservando la situazione da svariati punti di vista, la scelta di utilizzare acqua imbottigliata non è dovuta a pigrizia o mancanza di coscienza verso l’ambiente, tutt’altro.

Non in tutti luoghi l’acqua è la stessa, infatti ogni territorio ha diverse fonti e sistemi di distribuzione. Le proprietà organolettiche dell’acqua prelevata dal rubinetto di casa è differente di zona in zona, di regione in regione e molto spesso risulta più conveniente acquistare acqua imbottigliata piuttosto che utilizzare quella dell’acquedotto.

Come mai non utilizzare quella del rubinetto?

Le ragioni sono varie e diversificate, ma principalmente possono essere raggruppate in due motivazioni, tra l’altro collegate tra loro. Il motivo più semplice riguardo proprio il sapore, che in alcune zone è veramente pessimo. Nonostante vengano utilizzati a monte dell’acquedotto vari processi per rimuovere i sali che causano il cattivo sapore, non sempre è possibile rimuoverlo del tutto e per molti l’acqua del rubinetto risulta, appunto, imbevibile.

Un motivo più profondo è correlato alla quantità di sali presenti all’interno dell’acqua che viene distribuita. L’acqua che beviamo contiene naturalmente dei sali minerali disciolti al suo interno ed essi sono fondamentali per il nostro organismo. Al contempo, però una quantità troppo elevata da sali minerali disciolti può portare a problemi renali quali la formazione di calcoli renali. Nonostante l’acqua dell’acquedotto sia sottoposta a strettissimi controlli per assicurarsi che rientri nei limiti di legge, persone più sensibili sviluppano comunque problemi.

Queste due motivazioni, fortemente legate tra loro, sono le ragioni principali che portano il mercato dell’acqua imbottigliata ad avere ancora molta rilevanza, nonostante la sua limitata ecosostenibilità.

Esiste una soluzione?

Soluzioni ne sono state presentate svariate, in primis da parte dei comuni stessi. In molte zone sono stati attrezzati dei fontanelli pubblici gratuiti che erogano acqua a minor contenuto di sali. Il principale lato negativo è che strutture come queste non sono poi così diffuse e risolvono in minima parte la questione, in quanto non tutti hanno il tempo di approvvigionarsi periodicamente.

Una soluzione più casalinga è quella di sfruttare dei depuratori ad osmosi inversa. Si tratta di macchine che prendono l’acqua del rubinetto e, spingendola ad alta pressione, la fanno passare attraverso delle piccole reti metalliche dai fori microscopici, che catturano i sali disciolti.
Eliminando così i sali, l’acqua risulta più leggera e priva di quelle sostanze che ne alterano il sapore e la rendono dannosa per alcuni.

Ciò che trattiene molti dall’acquistare questi depuratori è proprio il prezzo, che come investimento iniziale è piuttosto consistente. In tal senso, per cercare di risparmiare, il sito https://www.depuratoriosmotici.it offre un continuo aggiornamento su prezzi e sconti, selezionando i migliori prodotti sul mercato.

Nell’ottica di valutare questo investimento, però, è bene calcolare anche il risparmio derivante dallo stop all’acquisto di acqua imbottigliata. Nonostante sembri una spesa esigua, comprare continuamente bottiglie in plastica risulta in un costo non indifferente nell’arco di uno o più anni. Spesa che coprirebbe l’acquisto di un depuratore ad osmosi inversa, con la differenza che questo risulta essere più ecologico e pratico. Contrariamente alla grande quantità di rifiuti plastici derivanti dal consumo di bottiglie, un depuratore richiede solamente una manutenzione periodica ai filtri e nessun’altra attenzione.