Piattaforme elevatrici per disabili, cosa sono e che problemi risolvono

Agosto 3, 2022 by Nessun commento

Quello delle barriere architettoniche è un grosso problema, per i disabili, ma non solo, pensiamo ad esempio a persone anziane o che comunque per varie ragioni, anche se non hanno una disabilità, si trovano in difficoltà a dover fare una o più rampe di scale. Purtroppo la sensibilità sul tema in passato era minima, oggi per fortuna le cose sono cambiate, ma non sempre è facile adeguare gli edifici del passato (anche recente) alle esigenze e alla sensibilità contemporanee.

Le piattaforme elevatrici per disabili possono essere una soluzione interessante, ma quando. In che specifici casi possono rivelarsi efficaci e possono essere preferibili ad un ascensore o altre soluzioni? Per dare una risposta bisognerà per prima cosa capire un po’ meglio cosa si intende con piattaforme elevatrici.

Valutare installazione di piattaforme elevatrici per disabili

Le piattaforme elevatrici per disabili sono delle particolari strutture che si compongono di una pedana, in genere di dimensioni e accesso comodi, che grazie ad un motore elettrico si può alzare in verticale per consentire, ad esempio il superamento di pochi gradini, che possono però per un disabile rappresentare uno scoglio importante alla mobilità e quindi all’autonomia. Una piattaforma elevatrice può, ad esempio consentire di raggiungere l’ingresso rialzato di un condominio, un negozio o una villetta, il tutto in piena autonomia.

Affinché si riveli in grado di abbattere efficacemente le barriere architettoniche, superando un dislivello, una piattaforma di questo tipo dovrà rispondere a specifiche caratteristiche.

In genere queste piattaforme hanno dimensioni e caratteristiche meno standardizzate rispetto ad ascensori o altre soluzioni analoghe. Nello specifico una piattaforma elevatrice in genere va installata e usata per superare dislivelli  fino ad un massimo di  2 metri. Si tratta, come anticipato, di una soluzione altamente personalizzabile, in base alle caratteristiche dell’edificio, ma le sue dimensioni devono sempre risultare sufficientemente ampie da poter accogliere in comodità e piena sicurezza una sedia a rotelle.

Il disabile dovrà potersi muovere agevolmente, accedere alla piattaforma e avere accesso ai comandi della stessa, che dovranno risultare sufficientemente intuitivi.

Questa soluzione, che rientra nella categoria degli elevatori, è in genere scelta per ambienti esterni con dislivelli contenuti. Non è raro vedere piattaforme elevatrici per abbattere le barriere architettoniche di un ufficio pubblico, una biblioteca, ma anche un albergo o dei negozi. Questa soluzione può consentire ad un disabile di spostarsi in autonomia e di raggiungere qualsiasi luogo ne sia dotato, sia esso privato o pubblico.

Che misure deve avere, per legge, una piattaforma elevatrice per disabili

Trovare delle soluzioni per il superamento delle barriere architettoniche non è qualcosa affidato alla sensibilità individuale, ma bensì definito con precisione dalla legge. Nel caso di una piattaforma elevatrice per disabili, le sue dimensioni, se è destinata a un edificio già esistente, saranno minimo di 120×80 cm, con uno spazio minimo antistante di 140×140 cm. Nel caso di edifici di nuova concezione e di recente costruzione, le dimensioni cambiano invece a seconda della loro destinazione d’uso. Se parliamo di uso non residenziale sono minimo di 140×110 cm, con porte di accesso minimo di 80cm e spazio libero antistante di almeno 150×150 cm.

Nel caso di un edificio ad un uso residenziale, invece, le dimensioni minime fissate per legge sono di 130×95 cm, con porte di accesso minimo di 80cm e spazio libero antistante di almeno 150×150 cm. Negli edifici di nuova costruzione poi, è bene ricordare, c’è l’obbligo di installare un elevatore se ci sono almeno 3 piani fuori terra.